Oriano (cazzate random)

In mezzo a questo marasma di sirene, rettiliani e scie chimiche sento il bisogno di attaccarmi alle mie certezze: Kennedy non fu ucciso da Oswald, l’11 settembre non è andato come ci raccontano e contro l’Isis non si fa niente di concreto lasciandolo operare tranquillamente in maniera tale da consentirgli di creare disordini alle porte dell’Europa.
Il più grande complotto che quelli che i complotti li organizzano davvero (e che io non chiamo ormai più complotti ma scelte strategiche su larga scala) è stato quello di riuscire a mettere nello stesso calderone cazzate come le sirene con operazioni che hanno invece una stringente logica nello scacchiere degli equilibri politico/economici internazionali, riuscendo a creare da una parte gli idioti sempre in cerca della combinazione dei numeri contenuti nella data di un dato evento e dall’altra quelli che per sentirsi intelligenti devono negare qualsiasi cosa che appaia anche solo leggermente studiata a tavolino riducendo la realtà ad un semplice “Le cose capitano perchè capitano”.
La realtà è attualmente un gioco tra Cina, Usa e Russia, dell’Europa si può tranquillamente fare a meno ed è meglio che sia incasinata. Sono venuti QUI (e con qui intendo alle porte dell’Europa: Iraq, Siria, Libia e primavere arabe varie) a togliere (con il nostro consenso e appoggio) dittatori e esportare democrazie lasciando il deserto dell’anarchia nella quale stanno prosperando identiche, anche se non ufficiali, dittature mascherate. E con l’appoggio evidente di chi ha interessi a che ci sia questo casino dalle nostre parti.
Culturalmente ritengo che nessuno di quei paesi sia minimamente pronto per una democrazia calata dall’alto, da quelle parti non sanno neanche cosa voglia dire una democrazia, non è nel loro Dna, ancora. Politicamentre credo che gente come Gheddafi ce la saremmo dovuta tenere stretta (bestemmia!), al di là dei bei discorsi da salottino democratico aspettando il turno dal medico. Appena viene destituito un dittatore (che noi chiamiamo dittatore ma che da quelle parti è l’unica espressione possibile di quello che noi chiamiamo potere: un capo, meglio se crudele altrimenti non viene rispettato) ciò che succede è che un altro, con l’appoggio della popolazione, tenta subito di sostuirlo. Oppure, con l’appoggio della nostra ridicola presunzione, si organizzano le elezioni di carnevale, si mette qualche fantoccio a far finta che ci sia un governo democratico che nessuno nella popolazione sa minimamente di che cazzo si tratti e che poi bisogna scortare e proteggere continuamente dai suoi cittadini che guardano a questo ridicolo governo democratico con lo stesso sguardo di chi vedesse entrare i giocatori in un campo di calcio con una pagaia in mano “Che cazzo se ne fanno?”
Facciamo un parallelo per assurdo: se si tentasse di calare dall’alto la democrazia nella mafia funzionerebbe? Un mafioso può diventare il “Padrino” perchè prende più voti di un altro?
Ecco, per la cultura araba è lo stesso: se vuoi essere un capo devi dimostrarmi di meritarlo e di essere sufficientemente cattivo, almeno più cattivo di chi vorrebbe sostituirti. Il potere devi prendertelo ed essere in grado di mantenerlo contro chi vuole togliertelo con la forza. Non puoi mettere in una cultura qualcosa che di quella cultura non ne fa parte, va in conflitto. La cultura araba è imperniata di capi, di singoli al potere: nelle moschee, nei villaggi, nelle tribù e nella politica. Metterci una democrazia a forza è come mancare di rispetto alla loro cultura.
Ma veramente pensate che Gheddafi mantenesse il potere con la forza e la repressione contro chi voleva invece che si instaurasse una democrazia? Gheddafi mantenva il potere con il sangue contro chi voleva semplicemente prendere il suo posto e che aveva l’appoggio di chi voleva un nuovo dittatore.
Per capirci, dopo che l’Isis ha bruciato vivo il pilota giordano, la Giordania ha subito giustiziato la terrorista di cui si chiedeva la liberazione, la popolazione lo esigeva, non ci sono cazzi.
Poi certo, ci sono milioni di arabi che in tutto ciò non vivono bene e vengono nelle nostre democrazie portandosi dietro il loro bagaglio di contraddizioni. E che tra democrazia e Maometto scelgono comunque e sempre il secondo.
Ciao.

Il Capo

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2 pensieri su “Oriano (cazzate random)

  1. Primo appunto : che cos’è la cultura araba? La Siria non è il Libano, il Libano non è l’Iraq, l’Iraq non è la Palestina, la palestina non è l’Arabia saudita. E così via, come la Francia non è l’Italia, l Italia non è la Germania ecc…ad esempio riguardo alla Siria: non è interessato a nessuno stratega eur americano che in Siria migliaia di giovani oppositori del governo di Assad fossero imprigionati e torturati nelle sue carceri negli anni precedenti alle cosiddette primavere arabe. Erano germogli di democrazia. E la Siria di Assad è stato il paese più laico del Medioriente (tolti certi quartieri di Beirut dove imperano discoteche, donne bellissime e siliconate che sotto l’ijab non indossano altro che Cha nel n 5- mentre quelle di Dubai invecce comprano burqa intessuti di pietre di Bulgari). Dei milioni di palestinesi che vivono sparsi in Medioriente dopo la diaspora che ne parliamo a fare, nessuna soluzione ci sarà per loro, eppure esistono. Gli arabi degli Emirati, quelli sono figli di buona donna, elegantissimi pescecani che divorano e godono del loro divorare. Ma a noi occidentali così ci piacciono,seppure con una punta di disgusto da blasonati. Dunque la cultura araba è molto più che Islam e tribalismo, è una nuova ma pure antica. forgia e noi ci siamo caduti dentro.(concordo con Oriana). Ma che ne usciremo distrutti, non credo, solo un po’ diversi e akkebabbati. Evviva le contraddizioni!
    Secondo appunto: quanto ai musulmani arabi o africani immigrati in Europa non scelgano sempre Maometto (tra l’altro nome addomesticato del profeta non per assonanza, ma pare per storpiatura satirica dal Milione – mal commetto-). Credo che la maggior parte di loro scelga, semplicemente, di vivere l’Islam in democrazia, spesso per un bisogno di far sopravvivere in se le proprie radici, magari per nostalgia.
    Quindi si! contraddizioni! ma che allargheranno il respiro ormai stantio e corto delle nostre Culture democratiche!

  2. D’accordo su molte cose e puntualizzazioni ma continuo a pensare che esista una “cultura araba” così come ritengo che, nonostante la Francia non sia l’Italia o la Spagna o il Portogallo, esista una “cultura occidentale”.

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