IL TOMBINO (ROBA SERIA)

Il problema dell’Italia è che manca il piacere di fare le cose fatte bene, fare le cose bene richiede un certo grado di “gratuità”, un certo interesse personale a farlo che non prevede necessariamente una retribuzione. È invece quando l’unico obiettivo è arrivare alla retribuzione che l’obiettivo del fare una cosa nel miglior modo possibile viene perso di vista. L’importante è prendere i soldi per il Mose, farlo bene chi se ne fotte. Prendere i soldi per l’Expò, farlo bene chi se ne fotte. Prendere i soldi per Italia ’90, poi i lavori li finiamo nel ’98, male. Chi se ne fotte.
Avevo un amico tedesco – si, è un pezzo su quanto sono migliori i tedeschi, ma non solo loro, da questo punto di vista, ma noi rimaniamo molti più creativi non preoccupatevi – che una volta laureatosi in Economia e Commercio mandò la richiesta di assunzione ad una mega società che faceva consulenze ad altre mega società o enti pubblici. Mandò lo scarno curriculum dei 2 o 3 lavoretti fatti fino ad allora e andò al colloquio.
Ora, in Italia una società di consulenza media lavora così: cerca commesse farlocche da enti pubblici, consulenze inutili per le quali non trova nessuna soluzione realmente utile al problema che gli è stato sottoposto – grazie all’influenza dell’amico politico al quale gira una parte del compenso o i voti di tutti i dipendenti (si, è un pezzo populista) – e incassa l’immeritato. Va avanti così finché gli amici continuano a girargli consulenze a pera e non gli interessa niente di avere personale qualificato e capace di risolvere i problemi, non è quello il suo lavoro. Il suo lavoro è trovare i soldi per pagare lo stipendio ai figli e parenti di tutti gli amici che gli procurano le consulenze. Quindi, pensare di essere assunti in virtù di un reale colloquio di lavoro non è proprio pensabile, infatti in Italia nessuno si sognerebbe neanche di mandarlo, tempo sprecato. Verrà assunta gente perfettamente meritevole a termini di legge e regolamenti – lauree regalate e così via (si, è un pezzo baronale) – che butterà giù due idee ogni tanto copiate da internet per giustificare il costo della consulenza di turno. Le grosse imprese italiane, infatti, quando hanno bisogno di una reale consulenza, si rivolgono all’estero. Proprio in quei tempi lui mi raccontò che Ansaldo o Fiat avevano chiesto a quella società una consulenza per ristrutturare – leggasi licenziamenti in massa e raggiungimento di una maggiore produttività – consulenza che mai si sarebbero sognati di chiedere ad una società italiana.
Gli fissarono il giorno del colloquio, lui si sedette e gli chiesero: “Ci dica 7 motivi per cui i tombini sono rotondi”. Come chiunque altro era moderatamente pronto a rispondere riguardo qualsiasi altra cosa che non fossero 7 motivi per cui i tombini sono tondi. Ne trovò sei e fu assunto. Quando me lo raccontò io ne trovai 5, chissà se mi avrebbero assunto.
Questo da l’idea di cosa voglia dire – a me perlomeno (si, è un pezzo personale) – voler fare le cose bene e usare il cervello per farlo. In quel periodo ci frequentammo per alcuni periodi e mi raccontava delle commesse che venivano assegnate alla loro società, cose che potrebbero apparire stupide tipo: Società che volevano entrare nel business dei vasetti in vetro e che chiedevano una consulenza a tal fine e lui, allora, tra le altre cose, girava per supermercati con sgiìuardo indagatore a cercare di capire quale fosse la forma migliore dei nuovi vasetti, se puntare sui vasetti classici o innovarli, quale grandezza fosse quella ottimale anche in considerazione della praticità nel prenderlo e così via. Cose che possono apparire terra terra e magari stupide se non fosse che quella società era pronta ad un investimento iniziale di una qualche chilata di milioni di euro e per questa consulenza ne pagava svariati. Più , chiaramente, le analisi tecniche sugli impianti necessari, numero di dipendenti, luogo – al mondo – migliore in cui avviare la produzione, proiezioni nei successivi dieci anni and so on.
Quando lavoravo in un altro settore nel mio Ente, senza volermi paragonare minimamente ad un tedesco (io sono molto più creativo) feci un programma – non richiesto – per il calcolo della soglia di anomalia nelle gare d’appalto su foglio excel. Ci misi una decina di giorni perchè non sono un tecnico informatico, ma costava 250 euro acquistarlo e io dissi: “Provo a farlo io”. Non ottenni niente, nè mi pagarano, nè io chiesi niente. Ma ancora oggi, quando mi capita di vedere i risultati di una gara d’appalto con sotto scritto “FB01” – si, avevo intenzione di farne tanti altri – provo soddisfazione, non retribuita, ma a me soddisfa parecchio.
Senza l’interesse personale a fare le cose bene non esisterebbero queste società di consulenza – queste che fanno consulenze utili – senza il piacere della soddisfazione “non retribuita” di essere certi di aver fatto la cosa migliore possibile per le proprie possibilità non esisterebbero queste società. Infatti in Italia non esistono, ci sono solo le altre: quelle di tuo zio.

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