RISIKO AWARDS

Non sopporto quelli che vanno in giro a dare da mangiare ai gatti randagi, attività meritevole certo, però voglio dirvi una cosa: un gatto non ha nessuna forma di riconoscenza verso chi gli porta da mangiare, i gatti pensano che se qualcuno viene a dargli da mangiare vuol dire che qualcun altro l’ha costretto a farlo perché loro non lo farebbero mai. Quindi vi considerano anche un coglione, sappiatelo.
Ma non è di questo che volevo parlare.
Io capisco che anche loro debbano lavorare e che vengano da un altro paese con tutti i problemi che ne derivano, ma non ne posso più di non poter stare tranquillo in spiaggia senza che ogni cinque minuti passi un maledetto venditore di vetro di Murano. Non so da voi ma qua è un incubo. Solo ieri hanno messo i sigilli a 3 soffierie clandestine, tutti ex apneisti senza lavoro, sottopagati e costretti a lavorare 10 12 ore al giorno.
Ma non è neanche di questo che voglio parlare.
Voglio parlare di Risiko, il famoso gioco in cui uno cerca di conquistare il mondo distruggendo gli altri senza nessun riferimento alla vita reale.
Giocandoci nel tempo ho imparato a distinguere due tipi di persone:
1. Quelle che giocano cercando di conquistare più territori possibili senza preoccuparsi tanto di quello che fai tu e alla fine chi vince vince.
2. Quelli che si preoccupano esclusivamente di quello che fai tu e se, per caso, tu stai per conquistare un continente, fosse anche l’Oceania per dire, piazzano tutti i carrarmatini che hanno al confine pur di non fartelo conquistare gli dovesse anche costare l’annientamento. L’importante è non che non vinca tu. Tutti sconfitti, tutti contenti.
Ecco, i numeri due li considero umanamente dei pezzi di merda. Se ne incontrate uno guardatevi bene dal dargli fiducia, sarà finta, vivono nell’invidia continua dei successi degli altri. Il loro più grande successo è il vostro insuccesso. Non arriveranno mai da nessuna parte, ma riusciranno a raggiungere qualche obiettivo in concorsi truccati e gare con regole idiote che prevedano la possibilità di togliere i premi a chi se li meriterebbe ma nel rispetto delle stesse. Gente che è in grado di trionfare ed essere contenta di aver ricevuto un meritato – da qualcun altro – premio senza provare il benché minimo rimorso perchè è la loro unica chance.
Poi andranno a sbraitare contro “il falso in bilancio che è stato depenalizzato – Berlusconi merda – e merda tutti gli imprenditori che ne approfittano” senza pensare che quella è una regola, di merda certo, ma non meno di merda di quelle che usano loro e che gli consentirà di vincere qualcosa di immeritato.
Ma non era manco di questo che volevo parlare.
Volevo scrivere qualcosa sui famosi premi del web, i Macchianera o MIA, ma non mi ricordo cosa. Sarà per un’altra volta.

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