BOMBE DI CORTESIA

Si chiama “Roof Knocking” è la nuova tecnica di guerra israeliana: piccola bomba di avvertimento sul tetto del palazzo, un minuto di tempo per abbandonare l’edificio, bomba vera che rade al suolo la costruzione, chi non esce entro un minuto viene eliminato.
La nuova tecnica è in grado di ridurre sensibilmente il numero di vittime civili tra i palestinesi e rivela al mondo quello che è il vero obiettivo degli israeliani: distruggere palazzi per una Palestina di homeless vivi. La tecnica è talmente rispettosa e non priva di una gentile considerazione del prossimo che Lord Brummel ha deciso di inserirla nella prossima edizione del Galateo: forchettina più piccola esterna, non mangiare con le mani, bicchiere sempre pieno a 3/4 e bomba di avvertimento prima di distruggere un palazzo. Altre nazioni stanno valutando di adottare misure altrettanto rispettose del prossimo. In Usa prima di sparare a qualcuno gli daranno due colpetti sulla spalla.
Il roof knocking è un diretto discendente di un’altra usanza che ti dava la possibilità di salvarti se ti muovevi veloce, la famosa “Prendi la pistola che ti ho appena lanciato in mezzo alle gambe e spara” di derivazione far west. Forme di gentilezza simili stanno prendendo piede ormai ovunque diventando, secondo alcuni, il vero tormentone dell’estate. Mio zio di seconde nozze, che fa l’usuraio, avviserà i suoi creditori prima di violentargli la moglie lasciandogli due mesi di tempo per divorziare.
Giorni fa alcune bombe di cortesia hanno bussato anche sul tetto dell’Arca, uno scafo carico di prodotti agricoli e tessili locali che si sarebbero dovuto portare a chi li aveva acquistati per solidarietà al popolo palestinese, e su quello del centro di riabilitazione di Wafa dove ci sono solo malati con più di 60 anni di età bisognosi di cure 24 ore su 24.
Gli attivisti che fanno da scudo umano in questi centri si sono giustamente lamentati: “È inutile che bussiate, non possiamo evacuare”. Purtroppo le regole d’ingaggio prevedono che una volta bussato sarebbe scortese non entrare e quindi l’Arca è stata comunque bruciata, per la gioia dei numerosi coloni ebrei con patatine e bibite davanti alla tv, e tutti i prodotti distrutti. Sono state distrutte anche sei imbarcazioni, lì vicino, appartenenti a pescatori locali che praticavano pesca d’altura ma solo per hobby, quindi niente di rilevante.
Sul centro di riabilitazione si è deciso di non sganciare le bombe vere e si valuta la possibilità di interrompere il flusso di medicinali come alternativa.
L’Egitto tenta una mediazione tra i due paesi e inaspettatamente vince: è il milionesimo paese a tentare una mediazione tra Israele e Palestina. Che soddisfazione per gli amici egiziani dopo la delusione dei mondiali, ragazzi.
Arca

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