Pescatori

L’altro giorno ho letto una discussione che riguardava una battuta che ho scritto e che verteva sull’opportunità o meno di candidarla ai prestigiosi MIA, gli oscare del webbe. Non mi interessa il discorso del sito che decide se sia il caso o meno di candidarla, sono già stati coraggiosi a pubblicarla, è una battuta che si presta facilmente a critiche. Mi interessa invece parlare della battuta in sè.
Io stesso, appena mi è venuta in mente, ho pensato che si sarebbe potuta prestare a erronee interpretazioni quindi ho subito pensato: “Ottimo, la pubblico subito”.
La battuta è
“India: c’è uno stupro ogni 22 minuti. Ma non toccategli i pescatori”.
È una battuta ignorante sotto tutti i punti di vista, sia nella premessa – priva di qualsiasi valore statistico – che nella chiusa che nel legame tra le due, ma è stata abbracciata da parecchie persone come slogan in difesa dei poveri Marò. Per questo mi piace. Dopo anni in cui sento parlare di “Mettere a nudo di qua, metere a nudo di là, mettere a nudo l’ipocrisia, mettersi dalla parte del carnefice”, spesso il tutto fatto parecchio a vanvera, questa battuta si mette a nudo da sola perchè può essere capita nella sua stupidità, condivisa nel contenuto senza nessun senso, o criticata da chi ne capisce la stupidità ma non rinuncia ad essere ancora più stupido entrando nei dettagli e magari indignandosi. L’ho vista citata da diverse persone, ho letto “Ma non toccategli i pescatori” in pagine e pagine di discussioni sui forum di giornali importanti come il Corriere e ho visto successivi pezzi di, per esempio, Natalino Balasso che diceva la sua su “non toccategli i pescatori”. L’ho vista muovere opinioni e critiche e incazzi e intelligenze e stupidità. L’ho vista fare un ottimo lavoro. Un ottimo lavoro satirico. Se esistesse una scuola di satira inizierei a spiegare da questa battuta. O la metterei alla fine del corso.
Per questo e per cercare di farle fare ancora un pò di strada se riesce, ho deciso di partecipare ai MIA con questa battuta, adesso la iscriverò appena capisco come si fa. Non per me, le battute sono nell’aria e spesso è solo un discorso di chi le coglie prima, ma per lei. Vediamo dove arriva.
Il tutto condito da una marea di IMHO.

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